Marco Rovelli

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IL NUOVO ROMANZO "LA GUERRIERA DAGLI OCCHI VERDI".

RECENSIONE DI ROBERTO SAVIANO:

 
Il 12 settembre 2014, in un villaggio vicino a Makhmour nel nord dell'Iraq Avesta Harun viene uccisa da un proiettile che le attraversa il collo, sparato da un miliziano di Daesh. I suoi compagni la trasportano d'urgenza all'ospedale di Erbil, capitale del Kurdistan, ma Avesta muore durante il tragitto. I suoi occhi verdi non si aprono più.

La ragazza - che ha solo 24 anni - si chiama Filiz. Avesta è il nome della guerriera partigiana, un nome di battaglia derivato dai testi zoroastriani, la religione originaria del Kurdistan, praticata liberamente fino alla conquista turca e alla conseguente conversione forzata all'Islam. Filiz è una giovane come tante, ma la parte di mondo in cui vive non è altrettanto comune. Avesta è la donna-comandante che Filiz diventa dopo la tragica morte del fratello. Filiz è nata in Kurdistan, è cresciuta in un campo di battaglia perenne, in quanto curda e in quanto donna. Avesta è una guerriera giovane ma capace, che riesce a emanciparsi da una società patriarcale e non paga si trova ad affrontare un nemico storico del suo Popolo, la Turchia, ma allo stesso tempo un antagonista nuovo, diverso e condiviso con l'Occidente: lo Stato Islamico.

"La guerriera dagli occhi verdi" è la storia di Filiz e di Avesta, il racconto della breve vita di una donna e della immortale lotta per la difesa degli ideali di libertà e indipendenza. Marco Rovelli riesce a dare voce a entrambe in un lavoro necessario di narrazione biografica, calibrando racconti personali e fatti storici, in equilibrio perfetto tra la le vicende di Filiz e le sciagure del suo popolo, incarnate dalla scelta di diventare Avesta. L'emancipazione da una società patriarcale fa da specchio alla lotta per l'indipendenza curda.

Rovelli è musicista, scrittore, poeta e studioso capace di sviscerare i fatti per rendere un affresco fedele al suo tempo, ma anche e soprattutto capace di trascenderlo, di superarlo. E quando la realtà si trasforma in letteratura, quando la vicenda di una donna diventa materia per un romanzo, la sua storia e la sua lotta si fissano indelebili nella nostra attualità, anche se i giornali non ne parlano più, anche se le televisioni trasmettono altri, anche se dei curdi sentiremo parlare solo quando il PKK rivendicherà nuovi attentati. Rovelli ha dato voce a una storia e così facendo l'ha destinata a diventare parte della Storia.
 
Questo è lo straordinario potere della "non-fiction novel" il cui fine non è solo letterario ma anche e soprattutto sociale.

 

E' DISPONIBILE IL NUOVO ALBUM "TUTTO INIZIA SEMPRE" - LO SI PUÒ ORDINARE NELLA SEZIONE "CONTATTI" DI QUESTO SITO

 Album candidato alla targa Tenco e invitato al premio Ciampi. “Questa è poesia in musica” (Pippo Delbono). “Intenso e prezioso l’ultimo disco del musicista-scrittore che canta Storia e storie L’album contiene canzoni belle e luminose, elettro-acustiche, dove il rock si mescola a suoni dall’incedere lirico, cadenzati dal violoncello di Lara Vecoli e dalla chitarra di Paolo Capodacqua. Una tessitura limpida, apparentemente semplice impreziosita dagli arrangiamenti del polistrumentista Rocco Marchi. E’ un disco profondamente d’amore. A tratti la voce di Rovelli ricorda quella di Herbert Pagani o di Billy Bragg, forte e suggestiva com’è, spesso la tensione civile rimanda a quella dei Dischi del Sole, alla grande stagione della canzone popolare, del folk come atto necessario per riprendersi le radici e far funzionare le ali” (Daniela Amenta, l'Unità).  “Tutto iniza sempre risulta il suo disco più riuscito, compresi i due con il gruppo Les Anarchistes – del quale era frontman e fulcro: nelle musiche, che spesso sposano avvolgenti trame di scuola folk, energia filo-rock, atmosfere intensissime e arrangiamenti mai tanto (ac)curati, e in testi di notevole spessore poetico che al di là dei temi affrontati rimarcano il dovere morale di guardare e volare alto. Una canzone d'autore decisamente ricercata che sembra voler rimandare a epoche passate, ma che in definitiva è meno austera e più vivace di quanto potrebbe apparire di primo acchito, percasa da un'enfasi interpretativa che qua e là sconfina, senza peraltro suonare forzata, in una sorta di melodramma alla Léo Ferré” (Federico Guglielmi, Blow Up). Coraggioso, poetico, etico. “Tutto inizia sempre” cattura nella cura dei particolari, induce riflessioni, culla nei suoni. Musica “cameristica”, tessuti folk, alcune sfuriate rock, musette, sapori italo-francesi (tra Claudio Lolli e Leo Ferrè). Disco politico? Per forza di cose, ma attenzione: niente a che fare con la forma-canzone propagandistica. Non ci sono slogan nè invettive. Piuttosto, il ragionare profondo, il sapere ascoltare e poi farne una forma di audacia propria.  Voto: 9 (Massimo Pirotta, Vorrei) "Rovelli veste le sue idee fatte canzone con un'attenzione devota, verrebbe da definirlo un vero e proprio atto d'amore nei confronti del suono, come già avveniva quando militava nei Les Anarchistes. Il ponte che lo porta dalla tradizione del cantautorato di protesta è tutt'altro che pericolante, perché nel tragitto Rovelli incontra il rock elettrico, l'acustico "da camera" con un respiro classico-sinfonico, il folk in tutte le sue evoluzioni. Per cantare cose grandi e necessarie, cose che oggi i cantautori non fanno più" (Fulvio Paloscia, La Repubblica) “Canzone d’autore declinata in mille possibilità sonore, una coralità complessa che spiazza. Forse Tutto inizia sempre è l’opera più compiutamente matura e articolata del percorso artistico di Marco Rovelli. Senza dubbio è qualcosa che non può essere ignorato”. (Giorgio Olmoti, L'isola che non c'era)


 ...performer versatile e strepitoso talento di cantante e ricercatore... (Moni Ovadia)

 Formazione

Rocco Marchi – chitarre, piano, synth

Paolo Capodacqua - chitarra

Lara Vecoli - violoncello

 

 

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MARCO ROVELLI (Massa, 11 giugno 1969) è uno scrittore e musicista italiano. Insegna storia e filosofia nelle scuole secondarie.

 
BIOGRAFIA
 
Come scrittore, oltre che per il libro di poesie Corpo esposto, pubblicato nel 2004, Rovelli è giunto alla notorietà nel 2006, con il libro Lager italiani, un "reportage narrativo" interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi e analizzati dal punto di vista politico e filosofico. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un'analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Sempre nel 2009 ha pubblicato il secondo libro di poesie, L'inappartenenza. Nel 2012 ha pubblicato Il contro in testa e il romanzo La parte del fuoco. Nel 2013, La meravigliosa vita di Jovica Jovic, scritto con Moni Ovadia. Suoi racconti e reportage sono apparsi su diverse riviste. Collabora con il manifesto e l'Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Ha fatto parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Collabora con Transeuropa Edizioni, per cui cura la collana "Margini a fuoco" insieme a Marco Revelli.
Come musicista, dopo l'esperienza col gruppo degli Swan Crash (formazione musicale attiva nella seconda metà degli anni novanta sulla scena musicale toscana, che aveva pubblicato un unico cd autoprodotto, dal titolo GraviDanze Lievi), l'affermazione di Marco Rovelli come cantante è legata alla vicenda musicale dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio. Oltre che come cantante, la figura di Marco Rovelli si afferma all'interno del gruppo (che spesso ha rivisitato antichi canti della tradizione anarchica e popolare italiana) anche come autore delle canzoni. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista. Nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell'ambito del Meeting Etichette Indipendenti. Nel 2012 ha partecipato al Nuovo Canzoniere Italiano nell'occasione del suo cinquantesimo anniversario.
In campo teatrale, dal libro Servi Marco Rovelli ha tratto, nel 2009, un omonimo "racconto teatrale e musicale" che lo ha visto in scena insieme a Mohamed Ba, per la regia di Renato Sarti del Teatro della Cooperativa. Nel 2011 ha scritto un nuovo racconto teatrale e musicale, Homo Migrans, diretto ancora da Renato Sarti: in scena, insieme a Rovelli, Moni Ovadia, Mohamed Ba, il maestro di fisarmonica cromatica rom serbo Jovica Jovic e Camilla Barone. Insegna storia e filosofia nelle scuole superiori secondarie.
BIBLIOGRAFIA
 
Corpo esposto, Memoranda, 2004.
Lager italiani, Bur, 2006.
Sacrifices, Stampa Alternativa, 2007; prefazione, cura e traduzione del testo di Georges Bataille.
[a cura di, con Giulio Milani] I persecutori, Transeuropa, 2007 (antologia di narratori).
Lavorare uccide, Bur, 2008.
Con il nome di mio figlio. Dialoghi con Haidi Giuliani, Transeuropa, 2009.
Servi, Feltrinelli, 2009.
L'inappartenenza, Transeuropa, 2009.
Il contro in testa, Laterza, 2012.
La parte del fuoco, Barbès, 2012.
La meravigliosa vita di Jovica Jovic, Feltrinelli, 2013 [con Moni Ovadia].
Eravamo come voi, Laterza, 2015.
Cirque de la solitude, Papero editore, 2016.
La guerriera dagli occhi verdi, Giunti, 2016.
 
[tratto da Wikipedia]

Marco Rovelli - news e aggiornamenti

29/09/2016
>> Presentazione La guerriera dagli occhi verdi
Milano



30/09/2016
>> Recital Azad
Chiavenna (SO)



06/10/2016
>> Presentazione La guerriera dagli occhi verdi
Genova



07/10/2016
>> Concerto e presentazione La guerriera dagli occhi verdi
Cecina (LI)



08/10/2016
>> La leggera + Presentazione La guerriera dagli occhi verdi
Castelnuovo Garfagnana (LU)




Marco Rovelli - news e aggiornamenti

27/06/2016
>> Recensione a La guerriera dagli occhi verdi di Roberto Saviano


24/06/2016
>> Recensione a La guerriera dagli occhi verdi sul Una casa sull'albero di Giulia Ciarapica


20/06/2016
>> Recensione a La guerriera dagli occhi verdi su Satisfiction di Paolo Melissi


19/06/2016
>> Recensione a La guerriera dagli occhi verdi su Panorama di Michele Lauro


11/06/2016
>> Intervista intorno a La guerriera dagli occhi verdi su Vanity Fair di Monica Coviello


 
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