![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
[indietro]
18/06/2021 Recensione a Siamo noi a far ricca la terra di aroberto Sturm su Pulp Libri
https://www.pulplibri.it/marco-rovelli-dove-sono-finiti-gli-zingari-felici/
Credo che fosse d’obbligo, specialmente dopo la sua prematura scomparsa, che qualcuno si prendesse l’onere e l’onore di commemorare Claudio Lolli, uno dei punti di riferimento della mia generazione e non solo. Il cantautore bolognese non era una persona facile, un misto di coerenza e militanza che ha accompagnato tutta la sua carriera e la sua vita privata. Privato che ha sempre cercato di mantenere riservato e lontano dalle sue composizioni ma che, leggendo i pochi aneddoti riportati nel libro, si è incrociato inevitabilmente ai suoi testi. Amante della letteratura e della poesia, laureato in lettere, in possesso di una cultura universale che non ha mai ostentato, sarebbe stato facile cadere nel retorico e nella mera celebrazione, ma Marco Rovelli, l’autore, non è caduto nel tranello, essendo un’artista che conosce molto bene Lolli. Personalmente ho assistito ad almeno una dozzina di suoi concerti, avendo modo spesso, nelle ultime esibizioni, di scambiare quattro chiacchiere con lui a fine spettacolo trovandolo sempre disponibile. Il suo rapporto con il pubblico, durante gli anni, è cambiato. All’inizio si presentava sul palco, cantava i pezzi in scaletta senza dire una parola (era la canzone il suo metodo espressivo) per poi successivamente interagire con gli spettatori, spesso esibendo un senso dell’ironia che chi lo definiva, a torto, un cantautore triste, non si sarebbe aspettato. Io suonavo con la chitarra tutte le sue canzoni, che conosco ancora a memoria, ho scritto un racconto che si intitola Ho visto anche degli zingari (in)felici per un’antologia in cui ogni autore doveva parlare della canzone che gli aveva cambiato la vita. Lo conoscevo bene, quindi, e con lui e con la recente scomparsa di Franco Battiato se n’è andato anche un pezzo di me.
E non ci poteva essere scelta migliore di far parlare i suoi amici, i fratelli musicisti con i quali Claudio divideva il compenso di un concerto senza ammettere eccezioni, i personaggi delle sue canzoni, e con molta riservatezza i suoi affetti più cari, la moglie e i figli. E da ognuno di loro vengono fuori lati diversi del cantautore e del Lolli privato, che poi messi insieme assumono una coerenza impressionante. Così come il ripassare la sua produzione artistica ci fa capire come qualche dettaglio, qualche aggancio a testi passati, ci possa essere sfuggito. Per esempio, che Anna di Francia è anche la protagonista di Non aprire mai. Alla sua amata moglie, Marina, ha dedicato canzoni, come Tutte le lingue del mondo, e un bellissimo romanzo d’amore, Lettere matrimoniali, che non è stato il suo unico prodotto letterario.
Ciao compagno Claudio. E grazie.
|
|